Pubblico questo tenerissimo fiore che mi ha regalato l'amica Mariuccia, una signora d'altri tempi, sensibile, gentile e delicata. Sì, delicata come lo sono i suoi pensieri...
Laboratorio sulla carta
martedì 29 luglio 2014
lunedì 28 luglio 2014
Non tutti i bambini sono felici - Letterina ricevuta da zia Amaranta
Triste letterina ha ricevuto oggi la Zia
Da un luogo dove non regna molta allegria
Se c’è guerra c’è poco da sorridere
In tranquillità è impossibile vivere.
Di provar paura e odio a nessun bambino piace
Vorrebbero poter giocare tra loro in santa pace
Gli intrighi dei grandi ai bambini non suscitano interesse
Hanno bisogno d’amore non di false promesse
Se con gli occhi dell’innocenza a veder le cose potessimo tutti tornare
Rispetto e comprensione per gli altri riusciremmo ai bimbi insegnare
Veder il mondo con gli occhi di un bambino sarebbe un aiuto sicuro
Per assicurare al mondo un pacifico ed evoluto futuro.
Shalom Zia Amaranta, mi chiamo David sono ebreo e vivo in Israele, la mia amica si chiama Fatima ed è palestinese.
Io vivevo in Grecia a Patrasso, vicino al mare, andavo tutti i giorni alla spiaggia con i miei amici a giocare e a raccogliere conchiglie, ero molto felice. Un giorno i miei genitori mi hanno detto che tutta la nostra comunità ebrea era stata richiamata in patria. E’ stata una sorpresa perché pensavo che la mia patria fosse la terra dove sono nato e cresciuto, così abbiamo dovuto preparare tutti i bagagli. La sera prima di partire, affacciato alla finestra della mia camera, da dove si vedeva il mare, cercavo di imprimere nella mia mente quel meraviglioso paesaggio. I miei genitori mi avevano detto che anche in Israele avrei trovato il mare quindi sognavo le mie future amicizie con le quali fare interminabili bagni tra onde sconosciute. Invece è da quando sono arrivato che ho tanta paura e non ho per niente voglia di correre in spiaggia. La casa dove abito adesso è circondata da filo spinato, mi hanno detto che prima era la casa di un palestinese e non capisco perché adesso ci abitiamo noi. Da qui vedo un cortile dove gioca la mia amica Fatima con i suoi fratelli. Mi sembrano bambini simpatici, ma tristi come me. L’unica differenza è che io ho l’acqua corrente ed ho le scarpe ai piedi, invece loro giocano a piedi nudi tra la polvere e le macerie. Sì, Zia Amaranta, perché la loro casa è stata bombardata e durante il bombardamento sono morte tante persone sia israeliane che palestinesi. Noi bambini non capiamo il perché, io sarei voluto rimanere in Grecia così sarei stato più felice e non avremmo rubato la casa a nessuno.Fatima mi piace molto, ha lunghi capelli neri e due occhi scuri come la notte, quando sono grande mi piacerebbe sposarla, ma i miei genitori mi sgridano tutte le volte che parlo di lei. Dicono che non posso avere lei e i suoi fratelli come amici, ma io spesso di nascosto passo loro un po’ della mia merenda e quelle poche volte che vado alla spiaggia, quando non ci vede nessuno, giochiamo a chi tira più lontano i sassi nel mare. Zia Amaranta, ti svelo un segreto: ho deciso che da grande rapisco Fatima e scappiamo a Patrasso, dove abitavo prima. Sono quasi sicuro che Fatima sia d’accordo perché quando mi vede sorride sempre quindi vuol dire che mi vuole un po’ di bene anche se io sono ebreo e lei è palestinese.
David
(a cura di Grazia Cominato)
venerdì 11 luglio 2014
giovedì 10 luglio 2014
lunedì 30 giugno 2014
Intervista a Zia Amaranta
A cura di Grazia Cominato
Un ben
ritrovati a tutti i lettori.
Oggi faremo
due chiacchiere con una Zia un po’ speciale.
Buongiorno
ZIA AMARANTA:…. ZIA AMARANTA:…. Scusa ti sto intervistando che fai?
ZIA
AMARANTA: Sì sì ho
finito… oh, che emozione mi sta salendo, è la prima intervista che sto facendo…
GRAZIA: Sì, va bene ma è un’intervista
scritta non c’è bisogno di metterti il rossetto!
ZIA
AMARANTA: Oh, che
peccato… il nuovo cappello per l’occasione avevo inaugurato! Ma non importa
dai, dimmi solo da dove devo cominciare, son prontissima a parlare.
GRAZIA: Molto bene… allora raccontaci
qualcosa di te.
ZIA
AMARANTA:
Vengo da
Fatazia, son la ZIA AMARANTA
Che te la
racconta e te la canta.
Grandi e
piccini io rallegrerò con le storie che racconterò.
Le mie
canzoni compagnia ti faran tu ascoltale e più allegro sarai.
Mary Poppins
è una mia cugina, beviam caffè quasi ogni mattina,
Cenerentola
poi devo chiamare, se dello shopping mi va di fare,
Tata Matilda
corre invece da me, se l’aria è strana e non capisco il perché,
Biancaneve
viene a fare il bucato qua, perché lei la lavatrice non ha…
GRAZIA: Zia scusa ma dovresti rispondere parlando… non cantando… ma Zia tu canti
sempre?
ZIA AMARANTA: No…sempre no, mi piace però cantare perché così i malumori riesco a scacciare!
Eppoi ai miei bambini piace quando canto perché per magia si placa ogni pianto!
GRAZIA: E parli anche sempre in rima…
ZIA AMARANTA: Ah sì…mi piace molto inventare qualche filastrocca, pazienza se qualcuna
può sembrare sciocca. Capisco che possa sembrare poco normale, in effetti, è un
modo di parlare un po’ informale…
GRAZIA: E dei tuoi racconti invece che mi dici?
ZIA AMARANTA: I miei son musical racconti che hanno canzoni e un po’
di magia. Sai com’è… per stimolare la fantasia.
GRAZIA: Chissà quanti bambini hai conosciuto Zia!
ZIA AMARANTA: Eh sì, ne ho incontrati tanti anche durante il corso CAPITAN UNCINETTO.
Tutti i bimbi che hanno partecipato ora san fare un lavoro a catenella
perfetto. Faccio anche la Tata sai? La ZIA AMARANTA, in borghese, tata
affidabile e cortese.
GRAZIA: Ma a far la tata vai vestita così?
ZIA AMARANTA: No… questo lo devo proprio dire, nei panni della tata in modo più comodo mi
devo vestire… sai cosa c’è, che quando faccio la tata assomiglio tutta a te! GRAZIA:
Ma guarda un po’, a dichiarare la verità non mi stupisco. Ma c’è una cosa
che non capisco, perché di botto il tuo modo di parlare sto prendendo … proprio
ora che questa chiacchiera sta finendo.
ZIA AMARANTA: Ma è ovvio GRAZIA: perche io sono te e tu sei me e un vero confine tra noi
due non c’è. Tutti quanti hanno una doppia personalità, ma non tutti se la
sentono di esprimerla in libertà. E’ proprio un peccato questa limitazione,
perché qualcosa da dire ognuno ce l’ha, senza eccezione.
GRAZIA: E’ vero ZIA AMARANTA, infatti, di una cosa sono molto sicura che esprimere
se stessi non deve far paura, se noi siamo noi fino in fondo c’è più serenità e
tutto quanto intorno ne gioverà.
ZIA AMARANTA: Uh GRAZIA, un
po’ pesante stai diventando, non vedi che ormai chi ci legge si sta annoiando?
Solo un’ultima cosa va proprio detta, che io e te facciamo una squadra
perfetta!
domenica 29 giugno 2014
Fogliolina con tenere coccinelle
Ho realizzato questo biglietto a forma di foglia con tante coccinelle in onore della coccinella che mi ha accompagnato fino a casa il giorno in cui ho visto un appartamentino molto speciale. Ho avuto la sensazione che fosse un segno e perchè no, un bacio da parte della dea bendata. Si vedrà...Vi terrò informati!
giovedì 26 giugno 2014
Il "cantiere" per la grande coperta Old America è stato aperto!
Grazie all'amica Fulvia ho iniziato a lavorare per la mia grande coperta Old America.
Che soddisfazione! Forse quest'autunno sarà pronta!!!
mercoledì 25 giugno 2014
domenica 22 giugno 2014
Novità: le filastrocche dell'amica Maurizia faranno compagnia ai miei biglietti!
E’ con piacere che vi
comunico che da domani le dolcissime filastrocche di Maurizia Zucchetti faranno
compagnia ai miei biglietti esposti presso il Temporary Shop.
Anche una sezione del mio
sito le ospiterà: grazie Maurizia!!!! J
Eccone un assaggio:
LA FATINA
Nel giardino di Mondofatato
tra mille fiori colorati
ogni mattina
vola una gentile fatina:
il suo nome è Principessina.
Nel giardino incantato
Principessina coltiva un fiore
il più bello del creato.
Profuma di coccole ed è rosso d’amore
è il fiore che col cuore viene donato
ad ogni bimbo nel giorno di quando era nato.
Oggi Principessina lo porta perché
la tua nonna lo dedica a te!
LA MIA BAMBINA
C’è un posto incantato
profuma di coccole
e sa di gelato.
Se chiudi gli occhi lo puoi immaginare.
È morbido e caldo e ti sa consolare.
Ti ninna, ti scalda, ti sa raccontare.
E’ un posto incantato
tutto per te
l’abbraccio di nonna
il più dolce che c’è!
MA CHI E’ LA MIA BELLA BAMBINA?
Rosa è il vestito
bianca è la scarpina
ma chi è la bella bambina?
E’ il mio tesoro
il mio cucciolo d’oro.
Saltella contenta, sempre gioisce
dona abbracci e sorrisi felici.
E’ la mia stellina
la mia piccolina
che stringo al mio cuore
con tantissimo amore!
lunedì 16 giugno 2014
La Repubblica di Uzupis - La Repubblica degli Angeli. Utopia o realtà - Parte seconda
Anche Saronno ha
il suo ambasciatore: Gian Paolo Terrone che è stato investito della carica nel
2011 e che, dopo aver scoperto la Repubblica di Uzupis per caso, l’ha fatta
conoscere anche ai suoi concittadini italiani ed ha fatto sì che, nel Giugno
scorso, la comunità saronnese, grazie ad una formale lettera d'intenti a
firma del Primo cittadino Dott. Luciano Porro, allacciasse un rapporto per
favorire scambi culturali ed artistici tra le due comunità: quella
saronnese e quella che vive “al di là del fiume” in quel di Vilnius, Lituania.
Costituzione della
Repubblica di Uzupis
1. Tutti hanno
diritto di vivere vicino al fiume Vilnia e il fiume ha diritto di scorrere
2. Tutti hanno il
diritto all'acqua calda, al riscaldamento d'inverno e a un tetto
3. Tutti hanno il
diritto di morire ma non è un obbligo
4. Tutti hanno il
diritto di fare errori
5. Tutti hanno il
diritto di essere unici
6. Tutti hanno il
diritto di amare
7. Tutti hanno il
diritto di non essere amati
8. Tutti hanno il
diritto di essere mediocri e sconosciuti
9. Tutti hanno il
diritto di oziare
10. Tutti hanno
diritto di amare un gatto e prendersi cura di lui
11. Tutti hanno il
diritto di badare al cane fino a quando uno dei due muore
12. Il cane ha diritto
di essere un cane
13. Il gatto non è
obbligato ad amare il suo padrone, ma deve essere di aiuto nei momenti di
necessità
14. A volte si ha il
diritto di essere inconsapevoli dei propri doveri
15. Tutti hanno il
diritto di avere dei dubbi, ma non è obbligatorio
16. Tutti hanno il
diritto di essere felici
17. Tutti hanno il
diritto di essere infelici
18. Tutti hanno il
diritto di stare in silenzio
19. Tutti hanno il
diritto di avere fede
20. Nessuno ha il
diritto di usare violenza
21. Tutti hanno il
diritto di apprezzare la propria scarsa importanza
22. Nessuno ha il
diritto di avere un progetto per l'eternità
23. Tutti hanno il
diritto di comprendere
24. Tutti hanno il
diritto di non capire
25. Tutti hanno il
diritto di appartenere a qualunque nazionalità
26. Tutti hanno il
diritto di celebrare o non celebrare il proprio compleanno
27. Tutti devono
ricordare il proprio nome
28. Tutti hanno il
diritto di dividere ciò che posseggono
29. Nessuno può
dividere ciò che non possiede
30. Tutti hanno il
diritto di avere fratelli, sorelle e parenti
31. Tutti possono
essere indipendenti
32. Tutti sono
responsabili della propria libertà
33. Tutti devono poter
piangere
34. Tutti hanno il
diritto di essere fraintesi
35. Nessuno ha il
diritto di dichiarare colpevole il prossimo
36. Tutti hanno il
diritto all'individualità
37. Tutti hanno il
diritto di non avere diritti
38. Tutti hanno il
diritto di non avere paura
39. Non deludere
40. Non combattere
41. Non cedere
domenica 15 giugno 2014
La Repubblica di Uzupis - La Repubblica degli Angeli. Utopia o realtà? - Parte prima
Repubblica di che?
Repubblica di Uzupis, a Vilnius, in Lituania.
Un quartiere nel
cuore della capitale lituana che ha alle spalle una storia di sofferenza, prima
e di degrado, dopo, ma che i cittadini hanno saputo trasformare in una vera e
propria isola felice conosciuta in tutto il mondo.
Da sempre abitato
da ebrei, fu abbandonato durante il triste capitolo dell’olocausto per le
motivazioni che, purtroppo, noi tutti conosciamo. Durante la dominazione
sovietica il quartiere di Uzupis fu punto di riferimento per senzatetto,
vagabondi e prostitute, insomma per coloro da sempre considerati al margine
della società. Il quartiere diventò dunque una delle aree più degradate di
Vilnius con i suoi edifici fatiscenti che occultavano problemi di povertà,
degrado e criminalità.
Negli anni 90 però
successe qualcosa. Grazie ai prezzi bassi delle case e alle atmosfere malinconiche
da bohémien, poco a poco gli artisti e gli intellettuali iniziarono a
oltrepassare i 7 ponti che separano il quartiere dalla città vecchia per
insediarsi in quel sobborgo trasformandolo poco a poco in una piccola Montmatre
dove, ora, hanno residenza, oltre ai 7000 abitanti, un migliaio di artisti tra pittori,
scultori, scrittori, musicisti, poeti, registi, fotografi, intellettuali e
studenti della locale accademia d’arte.
Il Primo aprile
del 1997 il goliardico poeta, musicista e regista Romas Lilekis, supportato dai
residenti, dichiarò la fondazione della Repubblica indipendente di Uzupis,
dotata di una costituzione propria, di un Presidente, di un piccolo
esercito, di una bandiera in quattro diversi colori, come quattro sono le
stagioni, di un inno e di un simbolo: L’Angelo, opera dell’artista Zeonas
Steinys, che simboleggia la rinascita del quartiere e della libertà artistica.
Užupis è anche detta la Repubblica degli Angeli.
Da quel giorno,
questa piccola Repubblica ha fatto davvero tantissima strada ed è diventata un luogo
idilliaco e propositivo dove chiunque può permettersi di togliere dal cassetto
i propri sogni creativi per trasformarli in realtà perché, nella Repubblica di
Uzupis, quel che conta di più è la possibilità di sviluppare le proprie idee e
i propri progetti artistici tant’é che lo slogan rivoluzionario e ufficiale è
tuttora quello in voga nel ‘68: FANTASIA AL POTERE.
Nonostante la
Repubblica di Uzupis sia diventata un’attrazione turistica molto visitata,
lo spirito originario dei fondatori è ancora vivo e palpabile ed
è ben descritto nella costituzione di Uzupis, vero e proprio
inno all’anticonformismo, alla libertà, alla pace e all’amore.
I 41 punti della
Costituzione sono incisi su alcuni pannelli che si trovano sul muro di una
delle vie principali del quartiere. Ogni qualvolta si celebra la cerimonia di
investitura di un nuovo Ambasciatore di Uzupis nel mondo, si aggiunge un
pannello con la costituzione nella lingua del nuovo stato amico. La Repubblica
è stata visitata in modo ufficiale da varie autorità internazionali tra cui,
per la seconda volta nel giro di una decina di anni, da Sua Santità il
Dalai Lama che ne è cittadino onorario. Ormai nel mondo ci sono più di 200
Ambasciatori di Uzupis e oltre una decina di Ambasciatori di Nazioni
europee hanno avuto la fortuna di presenziare agli eventi culturali promossi
della piccola Repubblica.
Grazia Cominato
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giovedì 12 giugno 2014
Io faccio MailArt, e tu?
Era un po’ che sentivo parlare della Mail Art e, come succede
a tutti, inizialmente ho fatto l’errore di pensare che fosse un simpatico e
sterile gioco collettivo, ma mi è bastato approfondire il discorso e navigare
un po’ in rete per scoprire che la MailArt o Arte Postale è uno dei più longevi
movimenti artistici della storia che coinvolge persone comuni e artisti di
tutto il mondo.
La MailArt nasce nel 1962 su un’idea di Ray
Johnson influenzato a sua volta dalle avanguardie del primo novecento tipo il
futurismo e il dadaismo da cui nascerà il movimento Fluxus.
E’ una forma d’Arte che consiste nell'inviare tramite servizio
postale a uno o a più destinatari cartoline, buste, e simili, rielaborate
artisticamente, l’invio è finalizzato
a generare una reazione del destinatario che a sua volta risponderà con una sua
opera artistica. Si può considerare l’arte postale un vero e proprio dono e,
come tale, la opere vengono raccolte, scambiate, collezionate, ma mai usate a
fini di lucro.
Con la MailArt si entra a far parte di uno straordinario
circuito dove ci si relaziona in modo autenticamente libero con il piacere di
praticare un’arte scevra da schemi e stilemi in cui non esiste subordinazione
alla critica e ai mercanti.
Si può fare MailArt per puro gusto ludico oppure si può
aderire a progetti internazionali a tema. E’ un po’ come esprimere il proprio
parere in modo alternativo.
Tanti artisti e poeti usano la MailArt come scambio di idee e di esperienze artistiche o come metodo di divulgazione delle loro opere, è un modo per far sentire la loro voce in un mondo di differenze e di indifferenza.
Tanti artisti e poeti usano la MailArt come scambio di idee e di esperienze artistiche o come metodo di divulgazione delle loro opere, è un modo per far sentire la loro voce in un mondo di differenze e di indifferenza.
Dopo il
coinvolgimento dei ragazzi delle scuole di Saronno che hanno fatto MailArt con
coetanei di altre nazioni e dopo l’esposizione dello scorso 12 aprile delle
buste oggetto dello scambio, al MILS – Museo delle Industrie di Saronno durante
un grande e coinvolgente evento d’arte, musica e poesia, si è dato il
via al 1° scambio tra concittadini di MailArt che culminerà con una esposizione nei giorni
26-27-28-29 giugno 2014 presso il negozio OpenSpace
sas - via San Cristoforo, 32 a Saronno.
Chiunque è invitato a visitare la mostra,
chissà mai che tutti coloro abbiano una predisposizione a relazionarsi con
altre persone decidano a diventare Mail Artisti e divulghino questo movimento
artistico magari patrocinando eventi simili anche nelle loro città!
Grazia Cominato
PS
La foto rappresenta la bellissima MailArt che Grazia
mi ha inviato (Mandalart)
martedì 10 giugno 2014
sabato 7 giugno 2014
Talvolta è utile ricordare questo pensiero! Valorizzare e sostenere "il fatto a mano"
è un compito per ognuno di noi.
(L'immagine l'ho presa in prestito dalla pagina di FB "Tutto Pepe Crochet")
giovedì 5 giugno 2014
martedì 3 giugno 2014
E' partito il cestino di biglietti alla volta di Temporary Shop di Milano
Ciao a tutti!
Il cestino di biglietti nuovi con tè e lavanda sono or ora presso Temporary Shop di via Ozanam a Milano...
Il cestino di biglietti nuovi con tè e lavanda sono or ora presso Temporary Shop di via Ozanam a Milano...
lunedì 2 giugno 2014
Ricordi di un'eterna aspirante giornalista - Parte seconda
Non amando particolarmente lo sport il direttore della
rivista mi concesse di scrivere prevalentemente d’altro, infatti mi si
affacciano alla memoria le interviste fatte ad artisti passati a suonare in
zona. I Pooh, i New Trolls, Ron… articoli su emergenti gruppi teatrali e
musicali e qualche pezzo ironico tra i quali ricordo, con particolare simpatia,
uno dove asserivo di aver arredato un’originale casa con i materiali trovati
nelle discariche abusive sul bordo delle strade di Origgio.
Non c’era internet, tutto era cartaceo… ore e ore a
sbobinare i nastri delle interviste battendo il tutto con la mia fedele
macchina elettrica che aveva persino il nastro per poter cancellare qualche
parola o qualche riga. Credo di aver consumato molti più nastri per cancellare
che nastri inchiostrati. Una volta finito lo sbobinamento iniziavo a redigere
l’articolo stando ben attenta a non superare le cartelle assegnate. Cosa
difficilissima per una come me che solo molto più avanti negli anni ha scoperto
il dono della sintesi. Non esistevano né le macchine fotografiche digitali né i
selfie e tantomeno photoshop, quindi la maggior parte delle foto erano
tutt’altro che perfette e spesso si preferiva evitarne la pubblicazione.
Non esistevano i cellulari e le mail, al massimo ci si poteva
affidare ai fax, ma per parlarsi ci si vedeva di persona o ci si dava degli
appuntamenti telefonici. Non c’erano videoconferenze con skype, ma si facevano
interminabili riunioni a chiusura di giornale. Non è mai successo che non fosse
pubblicato qualche articolo. Esistevano dei veri rapporti umani, nessuno di noi
era solo una foto o un nome con cui confrontarsi sul faccialibro.
Ovviamente non è sempre vero che “si stava meglio quando si
stava peggio” eppure credo che SPORTISSIMO fosse un’oasi felice per tutti
quanti, è stato un periodo di grande creatività ed entusiasmo per tutti i
collaboratori.
Poi una nuvola nera ci avvolse. Il direttore decise di
lasciarci. Fu una disgrazia che ci travolse inaspettatamente, da quel momento è
come se si fosse rotto il filo che ci aveva unito in quei mesi di attività.
Cambiò qualcosa. Si ruppe il giocattolo. SPORTISSIMO per varie motivazioni non
continuò e ognuno di noi andò per la sua strada.
Ma le strade per fortuna succede che si incrocino di nuovo e
dopo 23 anni, grazie a Facebook ho ritrovato Rossella Calvi che mi ha proposto
di aprire la preziosa scatola di ricordi che si chiama SPORTISSIMO e vedere
cosa c’è dentro. Complice il mio fortuito passaggio davanti alla casa
misteriosa di qualche giorno fa e l’incontro, sempre grazie a Facebook, con
Massimiliano Boetti, un altro sensibile e dotato componente della redazione, ho
come l’impressione di essere salita sulla macchina del tempo e di essere
tornata indietro a quel periodo, ma la sensazione è strana e molto forte. Come
se quelle ceneri stiano ardendo nel profondo e sia pronta a rinascere una
Fenice. Credo che qualche cosa di bello stia per succedere, se così fosse, mi
aspettano tempi di rinnovato entusiasmo e lavoro e con loro ritorna la mia mai
sopita velleità da giornalista!
Grazia Cominato
domenica 1 giugno 2014
Ricordi di un'eterna aspirante giornalista - Parte prima
Ricordo una casa che era antica già quando ero io ragazzina,
una casa piena di fascino quasi nascosta tra gli alberi di un rigoglioso
giardino. Una delle tante villette che parlano da sempre di una ormai remota
epoca di benessere e che hanno reso e rendono tuttora Saronno preziosa e
misteriosa. Ci passavo molto spesso davanti e ne ero attratta, l’ho rivista
poco tempo fa e, ferma davanti alle grate del cancello, ho chiuso gli occhi e
mi sono fatta trasportare dai ricordi.
Fine anni ’80 inizio anni ’90. Sempre alla travagliata
ricerca di una mia identità, che se avessi saputo fin da allora che, tanto,
alla veneranda età di 54 anni mi sarei ritrovata sempre allo stesso punto, non
mi sarei dannata per cercarla
Oltre ad avere la passione per il teatro e per il canto,
avevo velleità da giornalista e mi piaceva, come mi piace tuttora, scrivere.
Avevo già alle spalle delle collaborazioni con giornali di zona, avevo creato
il primo fanzine nazionale dedicato a un gruppo musicale e, grazie a questa
esperienza, vantavo anche la collaborazione con una testata musicale di Roma
all’epoca piuttosto nota.
Un giorno mi capitò di sfogliare una nuova testata
cittadina: SPORTISSIMO.
Nonostante il nome, c’erano anche delle rubriche dedicate ad
argomenti diversi dallo sport, fu così che decisi di contattare la redazione
per sapere se erano interessati a pubblicare qualche cosa sulla neo-nata
compagnia teatrale di cui facevo parte la “Burro Fuso”. Una dolce, ma decisa voce
mi rispose di sì e così fissammo l’appuntamento per un’intervista. Non ricordo
se fu un mattino o un pomeriggio, ricordo solo il flash pazzesco che ebbi
quando mi trovai davanti al luogo dove si trovava la redazione.
Era la casa che tanto avrei voluto visitare… la casa antica
già quando ero ragazzina… la casa piena di fascino quasi nascosta tra gli
alberi… era proprio quella casa lì
Un’emozione pazzesca varcare la soglia, lì dentro mi
sembrava di violare chissà quale tesoro
Una volta salita le classiche scale con il parapetto di
ferro battuto stile liberty e la parete impreziosita dallo stucco veneziano,
diedi un volto alla voce dolce ma decisa, era quella di Rossella Calvi. Fu un
bellissimo incontro sia a livello umano che professionale. Credo fosse durato
parecchie ore e, a parte l’intervista, non so di cosa parlammo e cosa sia
successo, ricordo solo di essere uscita da quella casa con la proposta di
collaborare con SPORTISSIMO. Iniziò così la mia nuova avventura da aspirante
giornalista.
Grazia Cominato
sabato 31 maggio 2014
"Io ti vedo..." di Ilaria Goffo
Ilaria Goffo è
nata a Piove di Sacco (Padova) nel 1977, si è laureata in Scienze
dell'Educazione e successivamente in Scienze della Formazione Primaria presso
l'Università di Padova. Opera da sei anni in qualità di maestra di scuola
primaria dopo anni di esperienza in qualità di educatrice professionale. Questo
suo primo libro nasce da una insofferenza interiore, dalla volontà maturata nel
corso del tempo di gridare "stop al precariato!" tra i banchi di
scuola.
Le parole di Ilaria:
“Perché ho deciso di scrivere questo libro? Me lo
chiedo io stessa, e la risposta che mi sento di dare a me, poi a chi lo
leggerà, è che dovevo esternare, urlare all’Italia, la mia nazione, ma anche al
mondo intero, che così non va. E mi rivolgo a un lettore che si accinge a
leggere queste semplici pagine, ma piene di me, della mia esperienza di maestra
e nello stesso tempo di "precaria".
Vi suggerisco di leggerlo: è una testimonianza di una
persona giovane che non ha perso la speranza!
giovedì 29 maggio 2014
Le creazioni di Lalù
Ciao Rossella,
innanzitutto
grazie per l'invito: descrivere in poche righe la passione e l'amore per ciò
che creo è difficilissimo ma ci provo. Nonostante il mio lavoro primario, che è
esattamente all'opposto di ciò che s'intende per creatività, ho intrapreso
studi (tanti anni fa) che mi permettessero di esprimere la mia fantasia e
l'amore per la moda e i colori. Ho studiato presso L'Accademia di Costume e
Moda di Roma e per anni ho messo nel cassetto i miei sogni pensando che un
giorno li avrei tirati fuori di nuovo... e cosi è accaduto! Quasi per caso,
iniziando con alcune borse a crochet realizzate con la tecnica freeform che
creavo solo per me. Indossandole sono
talmente piaciute che non ho potuto fare altro che accontentare le richieste
delle amiche. A seguire sono nate altre creazioni: bracciali, cardigan, golf,
borse pazze eseguite con svariate tecniche tutto all'insegna dell'originalità e
del colore. Gli accessori che creo sono pezzi
unici in quanto nascono senza schema: tutto dipende dal mio estro. Sono
conosciuta su FB con la pagina " Le Creazioni di Lalù": piano piano,
nel tempo, mi sono fatta apprezzare soprattutto per una linea di borse "
Le cicciottine" che sono un'esplosione di colori e di allegria. Le mie
3385 fans mi seguono con affetto e mi danno la carica per continuare senza
fermarmi mai. L’unica cosa che mi dispiace è non avere abbastanza tempo per
realizzare tutto quello che mi passa per la mente: tutto questo mi dona gioia e
mi fa sentire bene! Ed è proprio questo obiettivo che volevo raggiungere.
Un abbraccio
LAURALUNA
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